Antenne e salute

Cautela prima di tutto, o no?

L'uso del telefono cellulare è una comodità che riteniamo ormai scontata nella nostra vita quotidiana e, mese dopo mese, vediamo migliorare la qualità del segnale e aumentare la quantità di informazioni alle quali possiamo accedere ovunque ci troviamo.
Spesso non ci pensiamo, ma per quanto la connessione del nostro telefonino ci possa apparire estremamente immateriale, a renderla possibile è una fitta maglia di antenne e ripetitori che si sta via via densificando ed espandendo su tutto il territorio.
L'installazione di nuove antenne è quasi sempre motivo di contrasti e tensioni tra i pochi cittadini che ne ricevono un beneficio economico e gli altri, che ne lamentano invece l'impatto paesaggistico e i possibili effetti sulla salute.

Alcuni mesi fa anche ad Adro si è verificata una situazione di questo genere, quando i proprietari di un'abitazione nei pressi del centro storico hanno avviato l'installazione di un'antenna per la telefonia mobile, facendo seguito ad una decisione presa anni prima e ritardata da una causa intentata dall'amministrazione comunale.
A seguito di ciò è sorta una mobilitazione spontanea di cittadini preoccupati dai possibili effetti sulla salute causati dalle radiazioni elettromagnetiche. Si è costituito così un “comitato informale” che, attraverso la portavoce Laura Gatti, ha avviato una raccolta firme tra i residenti della zona. L'intento era di sollecitare l'intervento dell'amministrazione sulla questione e la predisposizione di un adeguato piano di monitoraggio a tutela della salute degli abitanti. Le firme raccolte sono state diverse centinaia in tutto il paese e sono state depositate in Comune, proprio mentre si stava terminando l'installazione di una seconda nuova antenna in un'altra zona residenziale di Adro.

L’uso dei pesticidi in Franciacorta

Quando il vino non fa buon sangue

Pubblichiamo il contributo di Marco Dotti del Comitato Franciacorta, pesticidi e Salute in merito agli sviluppi del protocollo d’intesa per la limitazione dell’uso dei pesticidi in viticoltura.

Dal luglio dello scorso anno, in Franciacorta, ha preso vita un nuovo movimento di cittadini che ha come obiettivo l'azzeramento dei rischi sanitari e ambientali legati all'uso dei pesticidi in agricoltura.

Si tratta dell'unione di una trentina fra associazioni, comitati e liste civiche e più di cento persone a titolo personale che già da tempo stavano cercando di sensibilizzare la popolazione dei singoli comuni riguardo allo spinoso tema dei trattamenti fitosanitari sui vigneti.

L'occasione per unirsi nacque quando dalle stanze di un municipio franciacortino trapelò la prima bozza del nuovo regolamento sui fitofarmaci che attualmente è in via di approvazione in ogni consiglio comunale.
Tutti lo giudicarono deludente, alcuni dissero che si trattava di una presa in giro bella e buona.
Ne nacque una comune indignazione la quale dopo aver avuto la disponibilità ad approfondire il tema da parte dell'Associazione Medici per l'Ambiente-ISDE di Brescia, si tramutò in incontri settimanali nei paesi della Franciacorta per creare gruppo, condividere le informazioni, costruire le contro-proposte e pianificare azioni di mobilitazione quali l'importante convegno tenuto nella sede nel Monastero di San Pietro in Lamosa a Provaglio sabato 27 ottobre 2012 e successivi diversi incontri ufficiali con il Consorzio vini Franciacorta, l'ASL e i sindaci.

Il PGT di Capriolo

Una frattura irrecuperabile

Pubblichiamo il contributo pervenutoci da Alessandro Augelli del gruppo di minoranza Ostinati e Contrari di Capriolo.

Il Piano di Governo del Territorio (PGT) è un atto obbligatorio che prevede la suddivisione del territorio comunale in aree differenziate per finalità d'uso (agricolo, industriale, residenziale, boschivo...) che di fatto programma il futuro “sviluppo” del paese per i successivi anni.
Il comune di Capriolo è in forte ritardo rispetto alla stesura e all'adozione del PGT.

Tale ritardo ha già una prima conseguenza, da febbraio 2013 fino all'adozione del Piano, la Regione ha imposto un blocco su qualsiasi nuovo intervento edilizio sul territorio, bloccando di fatto nuove opere non programmate (elemento positivo), ma anche piccoli interventi di ampliamento legati a ristrutturazioni in risposta alle esigenze dei singoli cittadini.

Piano strategico Terre della Franciacorta

Storia di un progetto comune (seconda parte)

Come promesso nel nostro primo numero, torniamo a parlare del Piano Strategico “Terre della Franciacorta”, anche se dobbiamo constatare che, dopo una partenza spumeggiante, la fatica e le difficoltà si sono subito fatte sentire. Siamo ormai in primavera e, nonostante gli sforzi di tutti i soggetti coinvolti, non si è ancora concretizzato un documento di base da parte dei professionisti incaricati per la redazione del Piano Strategico.

Il documento di base rappresenta il punto di partenza per il coinvolgimento del territorio comprendendo tutte la forze sociali ed economiche a partire dagli imprenditori agricoli e non solo.

Una nota positiva ci viene dall'interessamento sul percorso fin qui svolto da parte di un gruppo di amministratori veneti in rappresentanza dei 15 comuni della Castellana che proprio in questi giorni hanno voluto constatare di persona, accolti dal Presidente Vivenzi, Sindaco di Paderno Franciacorta, e dal Presidente Volpi di Fondazione Cogeme Onlus, quanto si è riusciti a fare in Franciacorta con l'accordo dei Sindaci siglato il 18 giugno 2012. (vedi stralcio firme dei sindaci).

Dobbiamo dirvi che crediamo molto nella potenzialità del Piano Strategico di Area Vasta e di quanto questo strumento potrà agire sui singoli piani e progetti comunali, ma ad una condizione: che questo Piano possa essere effettivamente discusso e concordato dalle realtà del territorio, che possa essere cogente sulle previsioni dei singoli comuni e che contenga una “STRATEGIA” nuova al passo della Franciacorta che vorremo per il 2050.

Senza volerci sostituire ai soggetti che stanno lavorando al Piano d'area Vasta ci permettiamo di indicare alcuni punti strategici che a nostro avviso sono imprescindibili ed ineludibili.

La città intelligente

Comuni moderni a misura di cittadino

Cosa intendiamo per smart city (città intelligente)?

La città intelligente è “una città orientata ai cittadini ed ai loro bisogni, che gestisce con oculatezza ed attenzione le sue risorse, che prende le sue decisioni sulla base di informazioni aggiornate, certe e condivise, pianificando uno sviluppo sostenibile. Il percorso per diventare città intelligente richiede investimenti sugli strumenti, ma anche sui processi e sull'organizzazione”. 1

Facciamo ora qualche esempio: come si dovrebbe strutturare un servizio di illuminazione pubblica efficace ed efficiente?

Sicuramente, questo servizio dovrebbe essere a basso impatto energetico (efficiente) ma anche pensato per soddisfare al meglio i bisogni dei cittadini: è forse utile che i lampioni funzionino ininterrottamente alla stessa intensità dal tramonto fino alle prime luci dell'alba? Per un cittadino che passa in un parco è sufficiente che i lampioni si illuminino al momento del suo passaggio.

Un altro esempio potrebbe essere il seguente: non sarebbe più comodo e meno dispendioso per il cittadino poter accedere via internet a tutti i dati che lo riguardano piuttosto che doversi rivolgere a più amministrazioni, ciascuna con proprie procedure e con i propri tempi?

Certo dagli esempi appena riportati si comprende facilmente come diventi decisivo per le amministrazioni avere a disposizione informazioni complete, facilmente utilizzabili e trasferibili al cittadino. Quanto appena detto ci permette di passare all'analisi della seconda parte della definizione sopra riportata di città intelligente.

La borsa della spesa

Risparmiare e rispettare con il km zero

Se penso a tutte le volte che sono andata in un supermercato per prendere frutta o verdura mi viene davvero male. Non solo trovo prodotti che vengono da tutte le parti del mondo, e quindi carissimi, ma anche la perfezione della forma mi fa capire che da qualche parte la pecca c'è: o quello che mangio non sa davvero di niente, oppure deve essere stato riempito di pesticidi fino alla polpa. Ho solo l'imbarazzo della scelta: pesche a dicembre, arance a giugno, pomodorini a gennaio e altro ancora. Mi si apre un banco immenso di frutta e verdura che non so nemmeno se sono di stagione o no, perché la troppa varietà mi confonde un po' le idee. I peperoni in che periodo crescono? E le zucchine? Mah, mistero. Tanto ho la possibilità di averle sempre, per ogni mio capriccio. Anche se devono fare migliaia di chilometri, innumerevoli cambi di mezzi di trasporto e milioni di passaggi io so per certo che a Natale potrò gustarmi delle fragole direttamente dal posto più sperduto di questa terra. Che importa se dei cavoli vengono dal Burundi piuttosto che dal Pakistan?

Invece dovrebbe interessarmi, per una serie di ragioni che, a ben vedere, si potrebbero ridurre a tre: il mio portafogli, il mio paese, il mio ambiente. Tre motivi per cui sarebbe giusto sostenere la cosiddetta politica del chilometro zero: io produttore vendo a te, consumatore, con numerosi vantaggi sia per me che per te.

AppenaMunto Bio

Impegno Sacrificio Qualità

In Italia la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 37% e il settore dell'agricoltura dopo il 2011 è tornato nuovamente in crisi, produttiva e occupazionale; il settore potrebbe essere uno spunto interessante per la politica economica, ambientale ed occupazionale per il nostro Paese, considerando l'alta qualità della nostra produzione, la biodiversità e l'alta e variegata cultura del cibo.
Mentre si attende che i nostri governanti se ne accorgano e si adoperino in tal senso, nella provincia bresciana c'è una realtà che nel suo piccolo cerca di anticipare i tempi, ricevendo tra l'altro importanti riconoscimenti locali e nazionali: è l'azienda AppenaMunto BIO dei fratelli Mazzotti, a Coccaglio.

Ciao Luca e Alioscia, come siete arrivati al premio "Miglior giovane imprenditore" della provincia di Brescia di “Lombardia Agricoltura 2012”?

Veniamo da una famiglia di coltivatori e allevatori con oltre cent'anni di storia che a tutt'oggi possiede poco meno di trenta vacche in mungitura e che ha deciso di coltivare direttamente i foraggi destinati alla loro alimentazione. Dal 2006 abbiamo scelto di vendere latte crudo presso appositi distributori dislocati in alcuni paesi della Franciacorta, pensando, a partire dal 2011, di produrre con metodo biologico, in modo da raggiungere l'ambitissimo riconoscimento BIO per l'agricoltura e per l'allevamento nel febbraio del 2013. Il premio è stato una graditissima sorpresa oltre che il riconoscimento morale al nostro duro lavoro.

La crisi

Crisi economica Italiana e Bresciana

Il precedente articolo sulla crisi (Il QuAdro – Nr. 1 - 2012) terminava con le queste parole: “[...] a dispetto di quanto Unione Europea, Mario Draghi e Mario Monti sostengono, la crisi é tutt'altro che alle spalle e i suoi catastrofici effetti sui cittadini potrebbero anche peggiorare”.

Non amo il ruolo di Cassandra moderna (anche perché non finì bene...), ma appare evidente a chiunque che tali previsioni non fossero infondate. Comunque, per capire la situazione e per avere un' idea del futuro che ci attende dobbiamo fare un passo indietro.

Debiti pubblici, Prodotto Interno Lordo, produttività, spesa pubblica: alcuni dati.

Alla fine del 2011 la media dei debiti pubblici dei ventisette paesi dell'Unione Europea, era pari all' 82,7% debito/PIL [1].

L'Italia nello stesso periodo registrava un rapporto del 119,9% debito/PIL [2].

Nonostante il governo tecnico di Mario Monti fosse subentrato al governo Berlusconi, per applicare le riforme “suggerite” da BCE, FMI e Commissione Europea, che avrebbero dovuto contribuire alla diminuzione del debito pubblico, questo alla fine del 2012, era maggiore del 7,4% rispetto al PIL.

L'unghia del leone

Cosa intendiamo per (buona) amministrazione? Per spiegarlo dobbiamo partire dal concetto di comunità come individui che vivono su un territorio condividendone interessi, tradizioni ed interrelazioni. La comunità che vive è composta al suo interno da gruppi, più o meno vasti numericamente, portatori di bisogni e punti di vista diversi, ma non incompatibili tra loro; questo per evitare conflitti che possano portare disgregazione e tensioni tra le persone.

Le varie necessità presenti nel tessuto sociale dovrebbero (e devono) trovare un momento di sintesi all'interno dell'istituzione Comune: “Ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.” (Decreto Legislativo 18/08/2000 n. 267 Art.3 c.2).

Quindi, la comunità si sviluppa favorendo la partecipazione dei singoli e delle associazioni alla promozione di una vita qualitativamente migliore: il Comune dovrebbe rappresentare il luogo in cui le domande e le proposte dei cittadini vengono raccolte, permettendo così agli amministratori di monitorare lo sviluppo della società e conseguentemente la direzione verso cui indirizzare la loro attività di gestione della cosa pubblica.

Cairoli 29

Vivere il volontariato

Durante l’ultimo fine settimana di Agosto, come nelle precedenti edizioni, si è svolta negli spazi esterni e nel parco della fondazione Delbarba Maselli Dandolo la festa dei gruppi di volontariato che in quel luogo hanno le loro radici e svolgono le proprie attività. Il nome CAIROLI 29, via e numero civico della sede delle associazioni che promuovono questa festa ed apparso già nella prima edizione di cinque anni fa, è la sintesi del loro fare.

In quel luogo si ritrovano da quasi 60 anni i donatori di sangue dell’AVIS e lì ha sede il loro splendido e funzionale centro di raccolta; nello stesso luogo opera ANASTASIS, associazione di donne toccate dalla tragica esperienza di un tumore, che è stata messa a disposizione di quanti (donne e uomini), si trovano nella devastante situazione di una malattia che al suo apparire sconvolge l’equilibrio di qualsiasi famiglia. Negli stessi locali ha sede l’AIDO, che raccoglie adesioni per l’albo di donatori di organi.

Nata nel 1975 e dopo aver spostato per parecchi anni la propria sede a Torbiato, nel 2007 si è riformata ed ha ripreso domicilio nello stesso luogo dove nacque. Grazie all’impegno dei suoi volontari, oltre a sensibilizzare l’adesione alla propria associazione si occupa anche dell’informazione sui rischi delle dipendenze quali alcool, giochi, droga, temi a cui sono stati dedicati alcuni incontri. Sempre qui, e per circa dieci anni, è nata ed ha avuto la propria sede operativa il Gruppo Volontari Ambulanza di Adro. Allo stesso indirizzo, in una palazzina appositamente dedicata, ha sede l’Associazione Pensionati ed Anziani che oltre alle attività ricreative dei propri iscritti, si occupa del trasporto di persone disabili e della distribuzione di pasti ad anziani e famiglie in difficoltà.

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