Storie di volontariato 2

Gruppo Volontari Ambulanza di Adro

Abbiamo intervistato Damiano Vecchiati, Presidente del Gruppo Volontari Ambulanza di Adro.
Ecco cosa ci ha detto.

Quanto tempo fa si è costituita la vostra associazione?
Il gruppo si è costituito nel Maggio del 1991, formato da 7-8 fondatori, ed è cresciuto piuttosto rapidamente raggiungendo dopo un anno il servizio H24 (operativo cioè 24 ore su 24) che mantiene tuttora.
Quanti associati attivi contate al vostro interno?
Dopo un anno dalla fondazione il gruppo contava già 70-80 volontari e oggi il gruppo comprende 120 associati, di cui circa cinquanta effettuano il servizio di emergenza sanitaria.
Di che cosa si occupa?
Il gruppo volontari ambulanza di Adro mette a disposizione le sue ambulanze, 24 ore su 24, per il servizio di emergenza sanitaria. Questi mezzi si muovono immediatamente dopo la chiamata della Centrale Operativa 118 di Brescia, per il soccorso a infortunati, vittime di incidenti di qualsiasi tipo, malori, e in tutte quelle situazioni in cui è messa in pericolo la vita di una persona. L’equipaggio comprende tre soccorritori, un autista soccorritore, il capo equipaggio e il secondo soccorritore. Gli equipaggi sono formati da volontari specificamente addestrati che hanno conseguito, dopo la frequenza di un corso regionale, l'attestato di Soccorritore esecutore. A richiesta, l'equipaggio di base sarà supportato dalla presenza di un medico.  Su prenotazione, il servizio può essere richiesto, anche da privati cittadini, qualora, avendo bisogno di visite di controllo, ricoveri o dimissioni, non abbia la possibilità di eseguirlo con mezzi propri. Inoltre il gruppo è presente con i propri mezzi e i suoi volontari durante lo svolgimento di manifestazioni sportive e culturali del territorio.
Il gruppo grazie ai propri istruttori organizza inoltre Corsi di Primo Soccorso gratuiti e aperti alla cittadinanza e periodiche lezioni di aggiornamento per i soccorritori. Il prossimo Corso di Primo Soccorso avrà inizio a Gennaio 2014.
Come si diventa volontari del 118?
Per svolgere il servizio di volontariato in ambulanza è prevista una formazione specifica attraverso la frequentazione di un corso, valido per la certificazione regionale. Il percorso formativo, tenuto all’interno dell’Associazione, è suddiviso in lezioni di teoria e di pratica, ed ha l’obiettivo di insegnare al candidato soccorritore le norme generali di approccio al paziente, le manovre da eseguire e come comportarsi in certe situazioni di emergenza, oltre a fornire conoscenze didattiche sull’anatomia e fisiologia del corpo umano.

Storie di volontariato 1

L'Associazione Anastasis di Adro

AnastasisANASTASIS, dal greco RITORNARE ALLA LUCE, RISORGERE..

ANASTASIS Onlus, da luglio associata all'ospedale Mellino Mellini di Chiari,  è nata  ad Adro nel 2006 per opera di alcune volontarie che, avendo sperimentato sulla propria pelle cosa significhi avere il cancro, sapevano che questa malattia non devasta solo il fisico, ma anche la psiche di chi ne è affetto, nonché il suo tessuto familiare. E' necessario quindi aiutare chi vive questa esperienza affinché il cancro non sia solo una malattia che sconvolge l'esistenza, ma si trasformi in un'opportunità per riconoscere il senso della vita e aiuti a riconoscerne le priorità.

"Curando la Malattia si può Vincere e Perdere, ma curando la Persona Vi garantisco la Vittoria... a Prescindere dai Risultati" [Patch Adams]

Per tale motivo le fondatrici, hanno fortemente voluto questa Associazione che si occupa del sostegno psicologico a chi ha dovuto affrontare questo grave problema.
Varie sono le offerte di ANASTASIS: anzitutto un sostegno psicologico ai e alle pazienti, ai loro familiari e a coloro che se ne occupano, tramite le sedute individuali e/o di gruppo della psicologa, la dottoressa Paola Bertolotti che tiene anche sedute di  Training Autogeno, utile per controllare l'ansia e recuperare un buon livello di benessere mentale.
C'è poi la ginnastica dolce, la fisioterapia per il recupero funzionale e, per le pazienti reduci da interventi al seno, la possibilità di effettuare massaggi linfodrenanti, essenziali per chi ha subito l'asportazione dei linfonodi ascellari;  interventi ovviamente individuali e offerti in base alle necessità delle pazienti.
Ci sono anche momenti di svago: una volta ogni tanto la possibilità di passare qualche ora in un centro benessere della zona o il trovarsi tutti insieme per una pizza o una gita, insomma tutto quello che aiuti a ritrovare la propria vita dopo l'angoscia della malattia.

Piano strategico terre della Franciacorta

La speranza non deve morire

Torniamo a parlare del Piano Strategico Terre della Franciacorta che, ormai ad un anno e mezzo di distanza dalla “storica” firma dell’accordo dei sindaci del 18 giugno 2012, non sembra riesca ad uscire dall‘incubatrice per nascere e muovere i primi passi.

Le belle parole espresse in più occasioni sono pressoché rimaste tali ed hanno portato ad una nuova nascita: ad annunciarla è Raffaele Volpi, Presidente della Fondazione Cogeme Onlus, “Si chiamerà Officina TdF e sancirà lo start up ufficiale della seconda fase del progetto Terra della Franciacorta che, chiusa la prima fase di studio, porterà allo sviluppo di azioni concrete volte non solo ad una maggiore caratterizzazione e promozione del territorio su scala regionale, nazionale ed europea, ma anche ad un miglioramento dell’efficienza del sistema locale di servizi pubblici e di pubblica utilità, e quindi della qualità complessiva del territorio, in favore di cittadini e fruitori esterni”. (5 luglio 2012)
Ricordiamo a titolo di cronaca anche l’incontro avuto in regione Lombardia nel luglio di quest’anno con Viviana Beccalossi, assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo di Regione Lombardia al quale hanno partecipato l'assessore regionale al Commercio, Turismo e Terziario Alberto Cavalli e i rappresentanti del Consorzio Franciacorta, dei Comuni del territorio e della Fondazione Cogeme, partner dell'accordo, nel quale è stato illustrato il progetto 'Terre di Franciacorta'.

Guardare in positivo, vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto, è lo spirito che anima IDEA CIVICA, ma dobbiamo anche esporre i fatti per come avvengono: la tabella qui riportata fa parte dell’accordo dei sindaci ed è stata redatta il 27 giugno 2012.
Il problema che subito si evidenzia è quello delle tempistiche: i tre ultimi punti , quelli della prospettiva, della progettualità, della consultazione e della collaborazione con il territorio a partire dal luglio 2012, sono fermi al palo.
La costituzione di “Officina TdF” rappresenta una tappa importante e inizia il suo compito sotto i migliori auspici; il lavoro è affidato, con il coordinamento dalla Fondazione Cogeme Onlus, al Prof. Maurizio Tira e al Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e di Matematica dell’Università degli studi di Brescia.

Addizionale comunale Irpef

Ad Adro il "costo zero" si paga con le tasse

Come già anticipato nel nostro volantino distribuito il 7-12-2013, l’Amministrazione Lancini ha istituito l’Addizionale Comunale sui Redditi delle Persone fisiche (Add. Comunale Irpef) nella misura dello 0,5% (5 x 1000) su tutti i redditi dei cittadini addensi superiori a 10.001,00 € lordi.

Fattoria Paradello

Quando progresso significa imparare dal passato, rispetto per la natura e i suoi tempi

Spaccio aziendale di Fattoria Paradello - Rodengo SaianoContinua il ciclo di incontri di Idea Civica - Adro e Torbiato con le realtà produttive della Franciacorta impegnate nella ricerca di un modo differente di fare impresa, di coltivare in maniera virtuosa e promuovere un differente approccio alla vita lavorativa lombarda in un periodo in cui investimenti e lavoro soffrono una crisi sistemica nazionale ed europea senza precedenti.

In questo numero abbiamo incontrato l’Azienda Agricola Fattoria Paradello di Rodengo Saiano, impegnata nella coltivazione e nella vendita prodotti biologici a chilometro zero e non, ma tutti legati da una filosofia comune: quella della filiera corta e dell’agricoltura sostenibile.

Idea Civica. “Quando è nata Fattoria Paradello, come opera e quali sono i suoi obbiettivi?”  
Fattoria Paradello. “Le due famiglie titolari dell'azienda, Piva e Bertazzoli, discendono da agricoltori e qui a Rodengo Saiano hanno continuato la tradizione di famiglia, convertendo l’attività al biologico: dalle colture estensive come grano e mais, a quelle intensive di ortaggi di stagione, passando per l'allevamento di polli, galline per arrivare all'allevamento di capponi per il periodo natalizio. Tutti i prodotti si possono trovare nello spaccio aziendale di Rodengo Saiano, appena rinnovato ed ampliato. La Fattoria lavora anche con alcuni gruppi di acquisto solidale e con realtà d’eccellenza del territorio operanti nel settore della ristorazione.

La conquista della Casa di Riposo

Le strane cose che succedono nel comune di Adro

Casa di Riposo - Adro Quel che ora chiamiamo Casa di Riposo, ovvero la Fondazione O. P. Delbarba Maselli Dandolo deriva da un lascito della Contessa Ermellina che alla sua morte volle che la cittadinanza Adrense avesse un luogo dove potersi curare.
A tal scopo venne edificato nello stesso luogo dove ora sorge la Casa di Riposo un ospedale che fu operativo per molti decenni.
Del lascito faceva e fa parte anche un considerevole patrimonio di beni mobili ed immobili.

L’attuale Fondazione è gestita da un Consiglio di Amministrazione ( che d’ora in poi indicheremo con la sigla CDA) formato da cinque membri di cui quattro eletti ed è così costituito:

  • il Parroco, membro di diritto (non eletto)
  • un rappresentante della maggioranza del Consiglio Comunale
  • un rappresentante della minoranza del Consiglio Comunale
  • un rappresentante indicato dalle cinque Associazioni accreditate presso la Fondazione (Avis, Aido,    Anastasis, Ambulanza ed Anziani)
  • un membro del CDA uscente

Quelli del Fare (senza programmare)

Quando a fare sono gli altri ma a pagare sei tu

In uno dei precedenti numeri de “Il QuAdro” avevamo parlato, anche senza entrare nei dettagli, di alcune delle caratteristiche necessarie perché l'amministrazione di un Comune possa definirsi buona.
Ora, a distanza di un decennio, crediamo si possano fare delle serie valutazioni e concludere che, in complesso, l'amministrazione Lancini, soprattutto nel secondo mandato, E' STATA UNA PESSIMA AMMINISTRAZIONE.

Affermiamo questo non solo, come qualcuno potrebbe obiettare,  perché IDEA CIVICA si proporrà alle prossime elezioni come lista alternativa, ma per una serie di ragioni, tutte serie, documentate e reali, alcune delle quali andremo qui sotto ad analizzare.
Una buona amministrazione PROGRAMMA cercando di AVERE UNA VISIONE DELLE CONSEGUENZE che, nel tempo, avranno le sue scelte amministrative.

In primavera saremo chiamati al rinnovo del Consiglio Comunale.
Noi di Idea Civica abbiamo valutato al nostro interno l’opportunità di dare vita ad una Lista Civica che si presenti ai cittadini chiedendo il mandato per amministrare il comune di Adro per i prossimi cinque anni.
La discussione ci ha portati ad una risposta univoca: presentare una Lista Civica che rispondesse pienamente ai criteri fondamentali che ci hanno uniti in questi anni, ad un programma condiviso e concreto e ad un progetto chiaro e inequivocabile.
Questo progetto lo abbiamo identificato in  “Obiettivo 7000”.

7000 chiaramente sono gli abitanti della nostra comunità, e all’interno di questo numero simbolico sono contenuti i nostri obiettivi.
L’obiettivo che riassume tutto è quello che ci porta a dire che dobbiamo poter garantire ai 7000 cittadini di Adro e Torbiato tutti i servizi e tutte le risposte alle loro esigenze.
Non è facile, ma solo con la primaria esigenza di contenere lo sviluppo demografico possiamo sperare di raggiungere un così difficile risultato.
Il trend di popolazione residente ci dimostra come tale obiettivo, almeno dal punto di vista numerico, sia  quasi raggiunto: al 1° gennaio 2012 eravamo 7088 e al 1° gennaio 2013 7089.

Abbiamo avuto tutte le fortune del mondo.
Siamo nati quando ancora c’erano benessere per molti e una vita dignitosa per tutti.
Siamo una generazione per cui la guerra è stata solo una tragedia lontana.
Siamo cresciuti senza portare il peso dei sacrifici che i nostri genitori hanno fatto per costruirsi una vita e per darci un futuro sereno.
Siamo stati viziati e abbiamo potuto avere tutto ciò che desideravamo.
Siamo nati nel mondo ricco, avanzato e democratico. Dalla parte giusta di un muro che tanti di noi non possono nemmeno ricordare.
Siamo cresciuti in Italia, nel nord industriale, tra fabbriche, uffici e la certezza di un impiego sicuro. E tra tutti i luoghi, in quel nord, c’è capitata la Franciacorta, non un posto a caso.

Per anni, nella nostra vita, ci hanno insegnato che c’è un unico modo per stare bene: trovare un lavoro, avere una casa, farsi una famiglia, avere una fede. La televisione, il computer, il cellulare… produrre, comprare, possedere, consumare. E magari avevano ragione.
Ma adesso che saremmo pronti per godere appieno di questo benessere, ce l’hanno tolto. Ciò che chiamiamo crisi ha ridimensionato ogni nostra aspettativa. Molti di noi si ritrovano con una laurea o un diploma senza sapere cosa farsene. Tanti studiano ancora e guardano con preoccupazione al proprio futuro. Parecchi coltivano il sogno di andarsene all’estero per trovare le possibilità che da noi sembrano scomparse.
Eppure molti, invece, sognano ancora di potersi costruire una vita qui.
Ma com’è possibile farlo senza interessarsi alle decisioni che riguardano il nostro paese? Com’è possibile farlo rinunciando ad esprimere la nostra opinione sulle scelte che ci coinvolgono direttamente? Com’è possibile farlo lasciando l’amministrazione del nostro territorio a chi dal futuro avrà poco o nulla da chiedere?
Adesso tocca a noi.
Tocca a noi metterci in gioco e provare a immaginare qualcosa di diverso. Sono convinto che non ci sia nessuno tra noi che non abbia un sogno, un’idea o una proposta per il nostro paese.

L’amministrazione di un comune richiede onestà, senso civico, competenze ed esperienza.
Onestà e senso civico sono qualità imprescindibili e non dipendono dall’età, ma da attitudini innate e dall’educazione ricevuta. Se non le avete, allora è giusto che restiate a casa. Chi non pensa in maniera disinteressata al bene comune, non merita di amministrare.
Le competenze sono importanti. Gestire un comune non è cosa banale, ma nemmeno una faccenda per soli scienziati. Siamo la generazione col più alto livello di istruzione, eppure ci sentiamo sempre meno in grado di affrontare le responsabilità.
L’esperienza si può acquisire solo cominciando a mettersi in gioco; di certo non aspettando un momento giusto che potrebbe non arrivare mai. Si acquista un passo alla volta, con umiltà, impegno e costanza e non lasciando che altri lo facciano al nostro posto.

Toponimi

Origine dei nomi delle vie e dei luoghi di Adro

FaventoFAVENTO (contrada) = E' una zona ventosa, infatti basta passare di lì una sera calda d'estate per accorgersi che, ad una certa ora, comincia a fischiare una bella arietta fresca che scende diretta dal Gölem (Monte Guglielmo). Questo darebbe ragione a chi pensa che Favento debba il suo nome al vento che si aggira qua e là per la Contrada. Invece no, pare che il nome “ Faét” derivi dai boschi di faggeti che ricoprivano un tempo il territorio. Altra piccola curiosità: pare che in questa zona sia sorto uno dei primi insediamenti urbani del paese.

LazzarettoLAZZARETTO (via) = In dialetto si dice “Lasarèt” il che potrebbe ricordarci che in questa zona sorgesse un ospedale per gli appestati, il Lazzaretto appunto. La cosa potrebbe essere vera se si dà credito all'iscrizione (nel 1855) posta ai piedi della santella tra via Lazzaretto e via S. Martino che ricorda i morti di peste seppelliti intorno alla vecchia chiesetta di S. Martino (ora villa Caravaggi). D'altro canto una volta il camposanto si trovava sempre intorno alla chiesa quindi può darsi che le ossa trovate fossero quelle dei nostri antenati morti per cause diverse dalla peste e che il nome di Lazzaretto derivasse invece dagli aceri (àser) che formavano fitti boschi ai piedi della chiesetta.

MedoloMEDOLO (località) = Qui di dubbi ce ne sono finalmente pochi: questa località deve il suo nome ad una pietra formata da strati di materiale calcareo, il “Médol” appunto. In questo luogo c'era una cava di questo materiale.
Lovera
LOVERA (via e località) = si trova a Torbiato e percorre la parte alta del paese dalla Scuola Materna fino a congiungersi con la provinciale Rovato/Iseo. E' una zona bellissima del paese dalla quale a tratti è possibile ammirare, nelle giornate limpide, lo splendido paesaggio sottostante fino al lago d'Iseo circondato dalle Prealpi e con il Gölem (Monte Guglielmo) come sfondo. Pare che debba il suo nome ad una contrazione della parola Luparia che significa “covo di lupi” o forse da “Luéra” che in bresciano significa anche “trabocchetto”. Sarà per la bellezza del luogo che cattura così volentieri l'attenzione di chi si trova a passare di lì?

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