Laudato Sì

L'Enciclica sulla cura della casa comune

Laudato sìIl presente vuole essere un invito alla lettura dell'enciclica Laudato Si pubblicata nel giugno di quest’anno e reperibile in libreria, o consultabile gratuitamente sul web digitando: 
 
http://download.repubblica.it/pdf/2015/esteri/Laudato%20Si'_italiano.pdf
 
Trattandosi di un'enciclica trovano spazio in più parti diverse considerazioni in ambito religioso: da laico lascio rispettosamente che queste vengano illustrate altrove da chi ne ha più titolo, tentando invece di approfondire l'aspetto ecologista.
 
Considero questo scritto tra i più efficaci saggi in materia ambientale, frutto di una lucida analisi del mondo contemporaneo e, a differenza di altri autorevoli testi scientifici o divulgativi, la lettura molto scorrevole e la semplicità del linguaggio rendono il messaggio davvero alla portata di tutti.
 
Per comodità del lettore indicherò tra parentesi il passo dell'enciclica riferito a ciascuna delle citazioni riportate di seguito.
 
Nel capitolo primo Papa Francesco rivolge il proprio messaggio non soltanto al mondo cattolico, ma ad "ogni persona che abita questo pianeta" (3), illustrando uno spaccato molto dettagliato di come l'azione dell'uomo abbia deturpato gravemente il pianeta in cui viviamo: "Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli" (53).
 
Definito "il clima come bene comune" (23), il Pontefice si poggia su autorevoli studi scientifici per affermare che i comportamenti dell'uomo sul pianeta, quali l'emissione di gas serra e la deforestazione, siano ormai riconosciuti tra i maggiori responsabili del riscaldamento globale e del conseguente innalzamento del livello degli oceani: il solo fatto che un quarto della popolazione mondiale viva in zone costiere (24) ci dovrebbe spingere a operare un cambiamento radicale nei nostri stili di vita.

Viene evidenziato che l'attuale "ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell'ambiente ha superato le possibilità del pianeta" (161), indicando come possibile rimedio l'adozione di un modello produttivo di tipo circolare: "il sistema industriale, alla fine del ciclo di produzione e di consumo, non ha sviluppato la capacità di assorbire e riutilizzare rifiuti e scorie. Non si è ancora riusciti ad adottare un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, e che richiede di limitare al massimo l'uso delle risorse non rinnovabili, moderare il consumo, massimizzare l'efficienza dello sfruttamento, riutilizzare e riciclare.". (22).
Un esempio di modello circolare è fornito dal funzionamento degli ecosistemi, i quali "intervengono nel sequestro dell'anidride carbonica, nella purificazione dell'acqua, nel contrasto di malattie e infestazioni, nella composizione del suolo, nella decomposizione dei rifiuti e in moltissimi altri servizi che dimentichiamo o ignoriamo. [...] quando si parla di "uso sostenibile" bisogna sempre introdurre una considerazione sulla capacità di rigenerazione di ogni ecosistema nei suoi diversi settori e aspetti." (140)
 
Il capitolo quinto s'intitola "Giustizia tra le generazioni" e scardina con forza un caposaldo della comune percezione dell'ambiente: tutti noi tendiamo spesso a considerarlo un bene ereditato dalle precedenti generazioni di cui poter disporre oggi a nostro piacimento.  
Questa concezione viene ribaltata da Bergoglio che ne fa "una questione essenziale di giustizia [...] la terra che abbiamo ricevuto appartiene anche a coloro che verranno. [...]« L'ambiente si situa nella logica del ricevere. un prestito che ogni generazione riceve e deve trasmettere alla generazione successiva ». (159)

Laudato sì In più punti il Papa esorta ad abbracciare un'ecologia integrale, che comprenda le dimensioni umane e sociali.
E alla domanda retorica "È realistico aspettarsi che chi è ossessionato dalla massimizzazione dei profitti si fermi a pensare agli effetti ambientali che lascerà alle prossime generazioni?" (190) risponde ipotizzando uno stimolo dal basso, da parte di cittadini coscienti e responsabili:  
"Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare ad esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale." (206)
 
Anche il singolo individuo può quindi essere parte del cambiamento adottando "vari comportamenti che hanno un'incidenza diretta e importante nella cura per l'ambiente, come evitare l'uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e così via. Tutto ciò fa parte di una creatività generosa e dignitosa, che mostra il meglio dell'essere umano.". (211)
 
Nella speranza che l'articolo abbia stimolato qualche lettore a visionare il testo integrale, o ancora meglio ad adottare uno stile di vita più sostenibile, faccio mia l'ennesima citazione:    
 
"mentre l'umanità del periodo post-industriale sarà forse ricordata come una delle più irresponsabili della storia, c'è da augurarsi che l'umanità degli inizi del XXI secolo possa essere ricordata per aver assunto con generosità le proprie gravi responsabilità." (165)
 
Come non augurarselo?

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