Adrensi de nà olta

Racconti di Giacomo Danesi

Ricordate l’incipit de “La Collina” con la quale Edgard Lee Masters iniziò la sua splendida raccolta di poesie dal titolo:  “L’antologia di Sponn River?”  Eccola! “Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley, l’abulico, l’atletico, il buffone, il rissoso? Tutti, tutti, dormono sulla collina.”

Il nostro comune, Adro, ha due cimiteri: uno nella frazione di Torbiato splendidamente adagiato nei vigneti; l’altro, nel capoluogo, è posto lassù, sulla collina.

Tornato da quasi un anno al mio paese di origine, ogni qualvolta faccio ritorno a casa non posso non guardare lassù sulla collina. Fin troppo facile pensare ai tanti personaggi che hanno abitato nel nostro comune e che ho conosciuto.

Faccio spesso visita a questo luogo, e tra le tombe vado alla loro ricerca. Oltre agli amici, più che delle persone “importanti” sono attratto da quelle umili, che con la loro presenza in vita hanno “animato” il paese. Chi non ricorda “Ya, Ya” e la sua caratteristica parlata?

E lo straordinario Ettore con ai piedi l’infradito in tutte le stagioni? Sempre gentile, intelligente e sempre così “isolato” nei suoi pensieri. Ricordo che tragica fu la sua morte sul Provinciale, dove fu investito da un'autovettura. Ma ancor più tragico fu il gesto di alcuni loschi individui che, non appena appresa la notizia, salirono nella sua modesta abitazione accanto alla croce che sovrasta il nostro paese, mettendo a soqquadro il tutto alla ricerca di un improbabile tesoro.

Mi è caro il ricordo di un giovanotto di nome Mazzola (magari era il suo soprannome…), che mi dicono sia da tempo deceduto. Aveva una particolarità: d’inverno camminava per il paese cantando in abbigliamento estivo. D’estate era  l‘inverso: pesanti maglioni e il regolamentare cappotto!

Il cimitero! Che splendido e incredibile luogo di ricordi! Fin da bambino sono stato attratto da questo posto “magico”, assurdo” per certi versi, ma terribilmente vero. I miei primi 15 anni li ho vissuti a Torbiato, dove desidero essere sepolto accanto alle spoglie di mio nonno Giacomo. Dopo la cremazione ho dato disposizioni che si faccia una sola lapide, con le due fotografie agli angoli e un solo nome in centro. Sotto la mia foto voglio che sia scritto questo pensiero: “Nella mia vita sono morto tante volte, ma mai come adesso!”

L’Adrense vola in Eccellenza!

Storia d’orgoglio sportivo

#forzadrense

Domenica 17 aprile 2016 è stata una data storica per l’Adrense, la squadra di calcio fondata nel lontano 1909 ha vinto il campionato di Promozione e, nella prossima stagione disputerà l’Eccellenza. Nella partita vinta 3-2 a Cortenuova contro il Palazzolo, decisivo con una doppietta è stato Matteo Bonardi, centrocampista 23 enne per altro residente da sempre nel nostro paese. L’Adrense era in svantaggio di una rete, quando Bonardi ha ribaltato il risultato portando l’undici di Emanuele Filippini alla gloria. Tanti i meriti del presidente Giambattista Belotti, capace di costruire una rosa vincente che sin dalle battute iniziali del torneo ha saputo distinguersi come il gruppo più temibile rispetto alle avversarie, tutte bergamasche. E ora per la squadra del nostro paese che conta tanti anni di storia nel calcio importante è tempo di festeggiare nella speranza di mantenere l’Eccellenza anche per la prossima stagione e dare ad Adro l’importanza che merita nel mondo del calcio. 

Buttare la spazzatura

Come, cosa, perché

Il calcolo della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani è fatto attraverso la somma di due componenti: una fissa e l’altra variabile.
La quota fissa è calcolata in base al nucleo familiare ed ai metri quadri della propria abitazione e va pagata indipendentemente dalla quantità di rifiuti prodotti.

La quota variabile dipende dal numero di conferimenti delle componenti RESTO e UMIDO e dal peso complessivo dei rifiuti smaltiti per ciascun carico effettuato dagli operatori ecologici.
La parte fissa rappresenta in molti casi più della metà del totale da pagare. Che tu ti impegni a differenziare ogni cosa, che tu riempia tre bidoni al giorno, che tu compri solo prodotti riciclabili, che tu butti la spazzatura di nascosto… ! la parte fissa la paghi comunque!

La parte variabile della tariffa è invece quella sulla quale le famiglie, nella maggior parte dei casi, hanno più possibilità di controllo.
Ad esempio, per chi dispone di un composter è possibile smaltire in proprio l’UMIDO, riducendo così la tariffa.
Gli scarti alimentari di natura organica, infatti, possono diventare un buon fertilizzante per orti e terreni e sono perciò la componente più immediatamente riciclabile dei rifiuti prodotti.
In molti comuni il loro smaltimento non è a pagamento. Ad Adro sì.
Per quanto riguarda i rifiuti non organici, il sistema di raccolta e di tariffazione adottato dall’Amministrazione non è pensato per incentivare la riduzione della quantità totale di rifiuti prodotti.
Per come è strutturato però, potrebbe essere sfruttato imparando a differenziare il più possibile i materiali di scarto, al fine di minimizzare la quantità di “RESTO” prodotta e, di conseguenza, ridurre la quota variabile di tariffa da pagare.

Infatti, il servizio di raccolta porta a porta prevede anche il conferimento di rifiuti differenziati costituiti da altri PLASTICA, VETRO, LATTINE e CARTA, per i quali lo smaltimento è assolutamente GRATUITO.

Diritto e Rovescio 2

Approfondimenti su alcune tematiche della disabilità

Nelle serate di giovedì 7 e giovedì 14 aprile, presso il salone polivalente dell’ O.P. Del Barba Maselli Dandolo (Casa di riposo) di Adro, si sono svolti i due ultimi incontri sulla disabilità.
Come qualcuno ricorderà il 24 settembre del 2015 avevamo già incontrato genitori, parenti e operatori, nonché volontari interessati al problema e avevamo rilevato, tramite questionario, le aspettative rispetto ad eventuali approfondimenti futuri.

Perciò non è stato difficile individuare i contenuti da affrontare.
I 7 aprile si è quindi parlato di tutta la parte riguardante le leggi, le tutele, gli uffici a cui rivolgersi per la salvaguardia del disabile, compreso un ampio chiarimento sulla tutela legale e sulla figura dell’amministratore di sostegno.

Ad aiutare il pubblico nel fare un po’ di chiarezza rispetto a queste difficili problematiche sono intervenute la dottoressa Elvira Paderno, coordinatrice U.O. per la famiglia dell’ASST ( ex ASL) di Franciacorta, accompagnata dall’assistente sociale dottoressa Milena Pezzotti dell’equipe Operativa Handicap del territorio, e la dottoressa Giovanna Lorini coordinatrice dell’ufficio di Protezione GiuridicaAST ( exASL) di Brescia.
Al termine del loro intervento è stato dato ampio spazio alle domande dei presenti e la dottoressa Pezzotti ha rilasciato un breve vademecum con i numeri di telefono e gli uffici a cui rivolgersi in caso di bisogno.

L’incontro del 14 aprile rispondeva alla richiesta che tanti genitori e parenti di persone disabili si fanno: “che ne sarà di mio figlio quando non ci saremo più o saremo troppo anziani per seguire il nostro congiunto?”.
Si è quindi parlato dei fratelli e di tutto ciò che accade ( in negativo e in positivo) quando vi sono persone disabili in famiglia: legami, affetti, condizionamenti, prospettive e possibilità.

Dodicimila in piazza

“Basta Veleni”

Una frizzante domenica di aprile, di quelle che invitano ad uscire anche i più sedentari, di quelle che portano le famiglie a passeggiare in campagna, le coppie a improvvisare una gita fuoriporta, i bimbi a rincorrersi vociando nei parchi o negli oratori: la classica domenica in cui si cercano svago e leggerezza, abbandonando le (già fin troppe) preoccupazioni che il lavoro e la routine quotidiana riservano a ciascuno.

Che tu abbia 60, 35 o 10 anni, in un giorno simile, nulla al mondo riuscirebbe a catturare 10 minuti della tua attenzione se non fossi intimamente convinto che ne valga la pena, se non ti riguardasse personalmente.
E così è stato per 12000 bresciani di tutte le età, provenienti dalla città e da ogni parte della provincia, singoli o appartenenti agli oltre 60 comitati attivi sul territorio a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, che domenica 10 Aprile 2016 hanno sentito SPONTANEO radunarsi presso il Parco Gallo e sfilare pacificamente per le vie del centro fino a Piazza del Duomo.

Da decenni un corteo così gremito non sfilava in città: quando un tema raggruppa un numero così alto di persone, diventa tendenza, entra a far parte della vita quotidiana, influenza migliaia di persone, non può più essere ignorato da autorità politiche e di sorveglianza che fino al momento prima hanno chiuso un occhio.
Senza che nessun organo di stampa ne desse notizia, negli ultimi anni il tema ambientale ha preso sempre più piede: troppi cittadini, senza distinzione di classe sociale, orientamento politico o livello di istruzione, hanno fatto i conti in prima persona con una maggiore incidenza di malattie rare, tumori, contaminazioni: nella nostra ricca provincia, tra le più avanzate d’Italia, esistono mamme che non possono allattare i propri figli per il timore di trasmettere malattie e scuole elementari in cui è vietato giocare nell’erba (sito Caffaro – contaminazione da PCB), improvvise morti di massa di nutrie, gamberi e pesci nelle rogge (Visano – Calvisano) strade e autostrade sotto le quali il cromo raggiunge concentrazioni 140 volte più alte rispetto ai limiti di legge (Castegnato) o che sono “servite a interrare i rifiuti” (Bre-Be-Mi), centraline del
più grande inceneritore d’Europa programmate per spegnersi in caso di incidente.

La soluzione del Controllo di Vicinato

Quando il miglior antifurto è il vicino di casa

È ormai noto che i reati contro il patrimonio in Italia aumentino di anno in anno.
Il rapporto annuale 2015 dell'ISTAT mostra come tra il 2009 e il 2013 i furti in abitazione siano aumentati del 67%.
Con particolare insistenza nelle città del Nord Italia. Anche le rapine risultano in fortissimo aumento, quelle in abitazione hanno subito un incremento dell'85%.
È chiaro come il dato italiano spicchi negativamente rispetto alla media europea (al valore medio dell'UE di 286,3 furti in abitazione per 100 mila abitanti nel 2012, corrispondono i circa 400 dell'Italia).
È altrettanto chiara la necessità di un cambio di tendenza che punti ad una maggiore sicurezza e collaborazione dei cittadini.

La soluzione a livello territoriale potrebbe essere il Controllo Del Vicinato; gruppi di persone che si autoorganizzano per controllare l'area intorno alla propria abitazione.
Questa attività è segnalata mediante l'utilizzo di appositi cartelli aventi lo scopo di comunicare a chi passi nell'area interessata che la sua presenza non passerà inosservata e che il vicinato è attento e consapevole a ciò che avviene all'interno dell'area.
L'associazione promotrice dell'attività (www.controllodelvicinato.com) è nota per mettere a disposizione dei volontari le buone pratiche e gli strumenti standard per sostenere la vita dei gruppi.
Oggi, gli aderenti sono 10 milioni in tutto il mondo.
La collaborazione tra vicini è fondamentale perché si instauri un clima di sicurezza che verrà percepito da tutti i residenti e costituirà un deterrente per chi volesse compiere furti o illeciti di vario genere.
Il senso di vicinanza, unito alla certezza che al suono di un allarme, all'invocazione di un aiuto o ad una situazione anomala ci sia un intervento del vicinato fa si che ci si senta maggiormente protetti rafforzando nel contempo i legami all'interno della comunità diventata unità consapevole.

Anche le forze dell'ordine beneficeranno di questa attività; l'instaurazione di un dialogo continuo e sensibile con esse, unito alla sorveglianza della propria via, non potranno che migliorare le qualità delle segnalazioni dei cittadini.

Tra le due date incontri pubblici, gazebo informativi, tre numeri de "Il QuAdro", partecipazione a convegni e incontri istituzionali, interrogazioni, mozioni, interpellanze, raccomandazioni, partecipazione alle più disparate iniziative locali e manifestazioni, raccolte fondi... e tanto, tanto studio.

Ovvero tutto quello che un amministratore locale dovrebbe fare.
Superfluo sottolineare che la nostra autosospensione ad alcuni non sia piaciuta, ma guarda caso sono proprio quelli che ad ogni incontro pubblico, ogni manifestazione locale di carattere politico/amministrativo a cui il cittadino, partecipando, si può informare, non ci sono mai.
Poco male, quindi.

Noi, al di là dei discorsi ripetuti come un mantra dai nostri avversari politici e fatti propri da quella parte di popolazione che, quando c'è da partecipare non partecipa, siamo andati avanti nonostante la deliberata mancata partecipazione a soli sette consigli comunali. Sette. 7.

Secondo alcuni, imboccati dalla sempre rispettosa (come no!) e corretta (come no!) Lega Nord di Adro, per via di queste assenze istituzionali, non saremmo dei bravi amministratori locali.
Loro, che sono a processo per reati connessi all'amministrazione del bene comune, invece sì.
Il lavoro di studio, informazione e controllo, informazione e partecipazione e ancora informazione e denuncia portato avanti GRATUITAMENTE in quei mesi (che come vedrete da questo numero continua imperterrito e spedito) non conta nulla; secondo loro, secondo i mistificatori con la felpa e la denuncia sempre pronta (perchè nel frattempo Oscar Danilo Lancini ci ha denunciati per diffamazione e HA PERSO!), fare politica amministrativa nei banchi dell'opposizione significa partecipare alle sedute.

E il resto? "Pff.
Bazzecole".

Bazzecole un corno!

Ci risiamo con la tangenziale

Quanto costa la democrazia ad Adro?

Con la delibera n. 29 del 3 marzo 2016 la giunta Rosa ha posto le prime basi per la distruzione di uno dei tratti panoramici più belli del nostro comune.

La tangenziale oltre a non servire a nulla dal punto di vista viabilistico, non è supportata da alcun dato sulla presunta criticità del traffico veicolare nel centro di Torbiato, come tra l'altro ci hanno tenuto a precisare molti dei torbiatesi che abbiamo
incontrato in queste settimane.

Ma ammettiamo - senza concederlo - che il problema sia proprio il traffico nel centro storico di Torbiato, a cosa serve il raccordo tra la porzione che, da via per Torbiato, passa a sud dei bagni del Santuario della Madonna della Neve e la strada che arriva al
Cinquino, quando per recarsi alle scuole nuove e a quelle della Madonna della Neve, c'è già una tangenziale che arriva da Corte Franca?!

Vogliamo poi parlare del fatto che il traffico pesante è solitamente connesso alle aree industriali, anch'esse, nel caso di Torbiato, già servite dalla provinciale Rovato Iseo?!

Parliamo invece del dislivello che avrà questa strada quando, scendendo dalla rotonda sulla via per Torbiato indicata nella delibera, arriverà a raccordarsi con la rotonda a sud dei bagni del santuario?! Oppure del dislivello totale, una volta raggiunta via Nespolo a Torbiato, che secondo i nostri calcoli si attesta intorno ai 55 mt?

Parco Agricolo Franciacorta

Dal Piano Strategico Terre di Franciacorta al Piano Territoriale Regionale d'Area della Franciacorta

Il futuro della Franciacorta non può certo essere rappresentato da un mero strumento urbanistico, ma da un progetto strategico che si ponga l'obiettivo di costituire la "Comunità" di Franciacorta.
 
Il 2015 è stato probabilmente il più proficuo degli ultimi cinque in quanto finalmente dalle parole si è passati ai fatti. Certo ancora dobbiamo parlare di "fatti di carta" e non di concrete azioni di sviluppo territoriale, ma si tratta comunque di presupposti che hanno assunto forme concrete e non più aleatorie ipotesi sul futuro.
 
In primavera si è ufficialmente costituita l'Associazione Parco Agricolo Franciacorta onlus, di cui si era già parlato nel numero precedente de il QuAdro, e il primo vero e proprio atto di visibilità al pubblico si è avuto in un convegno organizzato il 23 giugno dal titolo "un Parco agricolo per la Franciacorta: perchè e per fare cosa".
 
Il convegno ha visto la partecipazione di numerosi relatori, sia di livello locale che regionale, ed ha permesso di porre le basi al lavoro dell'Associazione partendo da esperienze concrete di "Comunità Parco" e dal sostegno di diverse personalità ed amministratori locali.
Ci preme segnalare tra gli interventi di interesse generale quelli della dottoressa Gioia Gibelli dell'associazione italiana ecologia del paesaggio, della agronoma-filosofa Donatella Petegolli e l'esperienza del Parco Agricolo Sud Milano. Sono in seguito intervenuti a sostegno dell'iniziativa del Parco Agricolo Franciacorta, il Professor Tino Bino editorialista del Corriere della Sera, la Dottoressa Emma Soncini, responsabile regionale politiche agricole di Forza Italia, il dottor Riccardo Venchiarutti, sindaco di Iseo e presidente AGT Franciacorta Lago d'Iseo, il professor Gabriele Archetti presidente di Fondazione Cogeme, la Dottoressa Anna Patrizia Ucci della condotta Slow Food Franciacorta Lago d'Iseo.
Dal convegno sono scaturite alcune proposte concrete per il futuro lavoro dell'associazione:  la costituzione di quattro gruppi di lavoro su specifiche tematiche, la proposta "Parco Subito" ed il progetto-concorso Un logo per la Franciacorta.

Laudato Sì

L'Enciclica sulla cura della casa comune

Laudato sìIl presente vuole essere un invito alla lettura dell'enciclica Laudato Si pubblicata nel giugno di quest’anno e reperibile in libreria, o consultabile gratuitamente sul web digitando: 
 
http://download.repubblica.it/pdf/2015/esteri/Laudato%20Si'_italiano.pdf
 
Trattandosi di un'enciclica trovano spazio in più parti diverse considerazioni in ambito religioso: da laico lascio rispettosamente che queste vengano illustrate altrove da chi ne ha più titolo, tentando invece di approfondire l'aspetto ecologista.
 
Considero questo scritto tra i più efficaci saggi in materia ambientale, frutto di una lucida analisi del mondo contemporaneo e, a differenza di altri autorevoli testi scientifici o divulgativi, la lettura molto scorrevole e la semplicità del linguaggio rendono il messaggio davvero alla portata di tutti.
 
Per comodità del lettore indicherò tra parentesi il passo dell'enciclica riferito a ciascuna delle citazioni riportate di seguito.
 
Nel capitolo primo Papa Francesco rivolge il proprio messaggio non soltanto al mondo cattolico, ma ad "ogni persona che abita questo pianeta" (3), illustrando uno spaccato molto dettagliato di come l'azione dell'uomo abbia deturpato gravemente il pianeta in cui viviamo: "Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli" (53).
 
Definito "il clima come bene comune" (23), il Pontefice si poggia su autorevoli studi scientifici per affermare che i comportamenti dell'uomo sul pianeta, quali l'emissione di gas serra e la deforestazione, siano ormai riconosciuti tra i maggiori responsabili del riscaldamento globale e del conseguente innalzamento del livello degli oceani: il solo fatto che un quarto della popolazione mondiale viva in zone costiere (24) ci dovrebbe spingere a operare un cambiamento radicale nei nostri stili di vita.

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